martedì 28 marzo 2017

Torta impossibile al cocco e limone – Lemon and coconut impossible pie di Donna Hay


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Fermamente persuasa che a 32 anni suonati avessi ormai raggiunto la maturità anche in fatto di preferenze alimentari, sto scoprendo con un certo stupore che i miei gusti sono in realtà ancora in evoluzione: mi capita infatti sempre più spesso di apprezzare sapori che fino ad una manciata di anni fa non gradivo o che mi risultavano indifferenti, al punto di aver cambiato radicalmente prospettiva su alcuni di essi.
Il cocco, ad esempio, l’ho sempre guardato con un certo sospetto, se non con un lieve fastidio quando ne avvertitvo l’inequivocabile presenza anche laddove non me lo sarei aspettata. Tanto lo gradivo nelle preparazioni salate, quanto lo evitavo in quelle dolci.
Recentemente le cose sono però cambiate, e a partire da questa torta deliziosa è stato tutto un susseguirsi di esperimenti con questo ingrediente, l’ultimo dei quali risale allo scorso weekend; una ricetta eseguita di getto, con ancora i piatti del pranzo nel lavello e senza aver neppure preso il sacro caffè post-prandiale, tanta era la smania di provarla.
La firma è quella di Donna Hay, che proprio pochi giorni fa ha riproposto sulla sua pagina Facebook il Lemon and coconut impossible pie che avevo già appuntato tempo fa, salvo poi scordarmene. 
Si tratta di un dolce rapidissimo ed assolutamente basico nella preparazione, alla portata anche dei soggetti più negati ai fornelli. Tutto ciò che serve è un frullatore, un cucchiaio ed una teglia, più una mezz’oretta di tempo per la cottura. Ciò che esce dal forno è una via di mezzo tra una crema cotta, un flan ed un budino suadente e vellutato, buono tiepido ed ottimo gustato freddo.
L’unica modifica che ho apportato alla ricetta è stata una drastica riduzione del quantitativo di zucchero, a mio avviso davvero spropositato. In ogni caso, che siate amanti del cocco di vecchia data o dell’ultima ora, merita la pena provala.


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Torta impossibile al cocco e limone – Lemon and coconut impossible pie di Donna Hay
(Ricetta tratta da www.donnahay.com)

Ingredienti per un pie dish (o una teglia di ceramica svasata) di 18 cm:

375 ml di latte fresco
60 g di cocco disidratato
50 g di burro fuso
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
50 g di farina 00
150 g di zucchero semolato (ma la prossima volta scenderò a 125g)
2 cucchiai di succo di limone (io ho aggiunto anche un po' di scorza)
1 pizzico di sale
zucchero a velo, per finire

Preriscaldare il forno a 160°. 
Riunire nel bicchiere del frullatore il latte, il cocco, il burro fuso, lo zucchero, la farina, la vaniglia, il succo e la scorza di limone ed un pizzico di sale; frullare sino ad ottenere un composto omogeneo.
Trasferirlo in uno stampo da pie leggermente imburrato e cuocere per circa 30-35 minuti. Lasciare intiepidire, quindi cospargere di zucchero a velo. Gustare tiepido o freddo.

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mercoledì 22 marzo 2017

Torta di banane al cardamomo con macedonia tropicale (senza latticini)


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Domenica: finalmente a casa dopo una settimana nomade, posso tirare un bel sospiro di sollievo e trascorrere qualche ora di pace in cucina, con il sole marzolino che prepotente entra dalla finestra ed un po’ di buona musica in sottofondo. La mattinata scorre pigramente mentre armeggio tra ciotole e fornelli; taglio mescolo e impasto, e pian piano i mie pensieri iniziano a danzare leggeri, seguendo il ritmo delle mani che riscoprono gesti e rituali che hanno il dolce profumo della famiglia, degli affetti e dei ricordi.
Ora posso dedicarmi ad un paio di ricette cullate a lungo nei pensieri, in attesa di essere provate. Che siano tradizionali od esotiche, codificate od improvvisate, molto spesso devono infatti attraversare una lunga parabola dalla mente al piatto, che le carica di attese ed aspettative. Proprio come è successo con questa torta di banane al cardamomo, che mi ha incuriosita al primo sguardo e che non vedevo l’ora di assaggiare.

La ricetta porta la firma di Nigel Slater, con alcune variazioni e licenze poetiche della sottoscritta, quali l’aggiunta di farina di cocco per evidenziarne l’ispirazione esotica e regalare un ulteriore spunto aromatico all’insieme. Nel complesso un ottimo dolce, differente rispetto ai classici banana cake o banana bread della tradizione anglosassone perché molto più soffice ed arioso, reso leggero dall’assenza di latticini e dalla modesta quantità di grassi ed incredibilmente profumato. La macedonia lo equilibra con la giusta nota di freschezza e acidità ed invita ad assaggiarne un’altra fetta.

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Torta di banane al cardamomo con macedonia tropicale (senza latticini)

(Ricetta liberamente tratta e parzialmente modificata dalla Banana and cardamom cake di Nigel Slater)

Per la torta di banane:
Ingredienti per uno stampo quadrato di 20 cm di lato od uno stampo rotondo di 22 cm

375g di banane (peso al netto degli scarti)
1 cucchiaio di succo di limone
150 g di farina 00
50 g di farina di cocco
2 cucchiaini di lievito in polvere
80 g di zucchero di canna, tipo muscovado
80 g di zucchero semolato + 2 cucchiai
4 cucchiai d’olio (per me un extravergine d’oliva delicato; in alternativa olio di semi)
2 uova
1 pizzico di sale
8 baccelli di cardamomo

Per la macedonia tropicale:
1 piccola papaya matura
3 fette di ananas fresco
1 lime
1 cucchiaio colmo di zucchero di canna


Preparare anzitutto la macedonia: sbucciare la papaya, privarla dei semi e ridurla a dadini; pelare l’ananas e tagliare anch’esso a dadini. In una ciotola capiente mescolare lo zucchero con il succo di lime e metà della sua scorza grattugiata. Unirvi quindi la frutta preparata, mescolare e tenere da parte in luogo fresco

Preparare la torta. Tagliare le banane a rondelle e schiacciarle con una forchetta, senza però ridurle in purea.
Setacciare la farina con il sale ed il lievito, aggiungervi la farina di cocco e mescolare.
Rompere i baccelli di cardamomo, prelevarne i semi e pestarli in un mortaio; mescolarli con i due cucchiai di zucchero e tenere da parte.
Montare le uova con i due tipi di zucchero per alcuni minuti, sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; unire lentamente l’olio e continuare a montare con le fruste elettriche a media velocità.
Aggiungere infine le polveri, mescolando delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto, e le banane schiacciate, cercando di distribuirle nell’impasto.
Versare il composto in una teglia rivestita di carta da forno e livellarlo; distribuire lo zucchero al cardamomo sulla superficie ed infornare in forno preriscaldato a 170° per circa 35 minuti. Lasciare intiepidire, quindi servire la torta con la macedonia tropicale.

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mercoledì 8 marzo 2017

Totani in umido su crema di patate con briciole al nero di seppia


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Non ho fatto in tempo ad accorgermi che febbraio era cominciato, che ecco i cieli azzurri e tersi, le giornate un poco più lunghe e l'aria frizzantina mi ricordano che un altro mese è passato e che ci avviciniamo a grandi balzi alla primavera.
La primavera: una stagione che amo e che vorrei celebrare come merita anche ai fornelli, con quelle ricette a base di erbe spontanee, fiori e tenere primizie che tanto mi piace preparare. Purtroppo la lontananza da casa, un imminente trasloco ed i soliti impegni mi stanno lasciando pochissimo spazio per dedicarmi alla cucina con la giusta disposizione d'animo, men che meno per trovare il tempo (e spesso la voglia!) di fotografare.
Le tante idee che mi frullano per la testa dovranno quindi aspettare tempi più propizi. Per intanto, ho pensato di appuntare al volo una ricetta senza pretese preparata lo scorso fine settimana per festeggiare in semplicità un compleanno a me molto caro.
Si tratta di un piatto di semplicissima concezione, rapido nell’assemblaggio (specie se come me avete preparato il pane in anticipo) e tuttavia d'impatto, grazie a minime attenzioni nella persentazione.
Spero che l'idea vi piaccia e che perdonerete la mia latitanza. Non vedo l'ora di tornare ad essere più presente e soprattutto di godere di qualche momento di pace per coltivare più assiduamente il piacere del cucinare.
A presto! 

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Totani in umido su crema di patate con briciole al nero di seppia


Ingredienti per 4 persone (come antipasto abbondante):

1 kg di totanetti
1 tazza di passata di pomodoro
3 cucchiai di olive taggiasche denocciolate
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto di prezzemolo fresco
3 patate medie
1 patata viola (le mie erano molto piccole e ne ho usate 3-4)
2 panini al nero di seppia (io li ho preparati seguendo questa ricetta, omettendo la finitura con l’uovo ed i semi)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
fiocchi di peperoncino affumicato
olio extravergine d’oliva

Pulire i totani separando i tentacoli dalla testa; eliminare quindi occhi, bocca, interiora e la lisca centrale. Sciacquare abbondantemente sotto un getto di acqua corrente, quindi tamponare con carta assorbente e tagliare i totani a rondelle piuttosto spesse.
Scaldare un filo d’olio in una padella e farvi soffriggere i due spicchi d’aglio; unire i totani e far insaporire a fuoco vivace per un minuto circa. Sfumare con il vino, lasciare evaporare la parte alcolica ed unire quindi la passata di pomodoro. Coprire e proseguire la cottura a fuoco dolce per circa 30 minuti, o fino a quando i totani risulteranno teneri. 
Cuocere nel frattempo le patate sbucciate e tagliate a tocchetti ed una volta pronte frullarle con un po’ dell’acqua di cottura ed un filo d’olio, sino ad ottenere una crema vellutata. Salare poco (i totani sono molto sapidi) e tenere in caldo.
Cuocere al vapore la patata viola, lasciarla intiepidire, sbucciarla e tagliarla a rondelle sottili.
Pochi minuti prima del termine della cottura sbriciolare i panini al nero di seppia e tostare la mollica in un padellino con un filo d’olio ed un pizzico di peperoncino. Unire ai totani le olive e completare con il prezzemolo tritato.
Distribuire la crema di patate al centro dei piatti, suddividervi i totani e decorare con le briciole di pane, le fettine di patata viola ed altro prezzemolo a piacere. Servire caldo.

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